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Tornano su Google i risultati zero per alcune query


È successo di nuovo: Google presenta delle query prive di risultati di ricerca.

Già a marzo di quest’anno Big G aveva mostrato in fase sperimentale delle SERP senza risultati, lasciando spazio a un’unica risposta, la sua e in questi giorni sono riapparse. Per quale motivo Google ha deciso di non rendere visibili i risultati associati a una richiesta o domanda specifica da parte dell’utente?

Bisogna specificare che le query per cui non viene mostrato alcun risultato sono esclusivamente alcune con specifiche caratteristiche. Si tratta di query la cui risposta richiede un valore esatto che non può essere in alcun modo ambiguo, come i calcoli, le conversioni di valori e la data o l’ora.

Per query di questa tipologia Google presenta all’utente un risultato univoco, perché ritiene di poter rispondere con certezza alla ricerca effettuata. Un esempio è dato dalla richiesta di informazioni sull’orario in un determinato Paese, come “time in india”:

Oltre a fornire l’orario esatto in India al momento della ricerca, non ci sono ulteriori risultati che l’utente può visualizzare in prima battuta, anche se qualora fosse interessato ad avere informazioni aggiuntive o desiderasse consultare i risultati associati alla ricerca può comunque cliccare su “Show all results” per visualizzare la SERP completa.

Lo stesso risultato tuttavia non si ottiene con la query “time in new york”:

In questo caso Google non è in grado di comprendere con certezza l’intento di ricerca, in quanto l’utente potrebbe voler cercare il New York Times e quindi mostra anche gli altri risultati in coda al suo.

Lo stesso discorso è valido anche per operazioni matematiche e conversioni da un’unità a un’altra.

Sorge a questo punto spontanea una domanda: perché Google mostra zero risultati per queste query? I motivi sono più di uno. Una delle ragioni principali di questo test è la velocità di risposta. Con un minor numero di risultati visibili, Google può caricare più rapidamente le pagine e offrire quindi all’utente finale un’esperienza più rapida ed efficiente. Un’altra motivazione è data poi dalla possibilità di dare l’unico e il solo risultato realmente utile a chi effettua una ricerca di questa natura, senza tuttavia togliere la possibilità di consultare gli altri risultati posizionati per quella specifica query.

Negli scorsi mesi questi test erano stati interrotti da Google perché avevano fatto sorgere diversi problemi.  A lamentarsi erano stati in primis i brand con un nome che coincideva con una delle query per cui non erano previsti risultati in SERP, in quando i propri marchi non comparivano se non cliccando su “Show all results”. Alcune query inoltre presentavano un significato non univoco e di conseguenza escludevano letture diverse da quella scelta dal motore di ricerca. Lampante a tal proposito è l’esempio della ricerca “date in london”, che non offriva nessun risultato attinente alle agenzie e ai servizi di incontri e appuntamenti nella città di Londra, oltre ai dati di calendario. Lo stop da marzo a oggi era quindi dovuto alla necessità di risolvere tali problematiche in maniera definitiva.

Da un’analisi più attenta emerge però che ci saranno in ogni caso importanti conseguenze nel settore, soprattutto per tutti i nuovi siti web che potrebbero scegliere un nome che si avvicina o che combacia con una delle query legate a date, calcoli e conversioni oppure per quelli che si occupano di effettuare automaticamente tali operazioni nelle loro pagine.

È importante attendere che venga adottata in maniera permanente questa novità di Google per poter comprendere quali altre ripercussioni potrebbero esserci all’interno delle SERP in futuro.

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