Stili di vita e consumi degli italiani

08/04/2020

I brand sono al passo con il cambiamento in atto?

Da fine febbraio 2020 gli italiani hanno modificato i propri stili di vita e le proprie abitudini di consumo. Questo comporta per le aziende una necessità di rivedere il proprio modo di agire e comunicare.

Abbiamo affrontato l’argomento “coronavirus” registrando le primissime reazioni digitali all’emergenza da parte degli operatori turistici, abbiamo indagato sui termini di ricerca maggiormente utilizzati dagli utenti online nelle settimane successive ed abbiamo selezionato le comunicazioni social più efficaci.

Ora vogliamo continuare a capire le reazioni ed i risvolti in campo digitale, questa volta analizzando i dati relativi ai consumi emersi da alcune ricerche.

GFK

Gfk misura settimanalmente gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani, con un focus su trasporti e mobilità, viaggi e vacanze, tempo libero e igiene personale. Inoltre, cerca di capire che percezione hanno gli utenti dei brand in questo periodo.

La ricerca, svolta nelle primissime settimane della diffusione del Covid-19, riporta queste principali evidenze:

  • Rimane invariata la voglia di viaggiare degli italiani che vedono nelle vacanze estive una sorta di risarcimento morale;
  • Sta aumentando il consumo di contenuti mediali. Gli italiani dichiarano infatti di aver incrementato significativamente la fruizione di contenuti Media & Entertainment, in particolare quelli legati alla ricerca di notizie.
  • Cresce l’attenzione per la cura personale e l’alimentazione.
  • In questo contesto difficile e particolare, torna la fiducia negli esperti, mentre i brand sono percepiti come poco attivi.

Nielsen

Nielsen parla della spesa in quarantena ed illustra queste macro categorie come quelle di maggior necessità da parte degli italiani:

  1. Prodotti effetto “stock”: farina, uova, latte UHT, surgelati, conserve animali, burro, conserve rosse, pasta, riso e caffè macinato;
  2. Prodotti effetto “prevenzione e salute”: guanti, carta igienica, detergenti superfici, carta casa, candeggina, sapone per le mani, liquido e solid, alcol denaturato, salviettine umidificate e termometri;
  3. Prodotti effetto “resto a casa” con alimenti da aperitivo casereccio (pizza surgelata, vino, birre alcoliche, affettati…) e quelli che possiamo considerare “comfort food” (spalmabili dolci, gelati…)

Inoltre la ricerca dichiara che “per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 16 a domenica 22 marzo è stato del +142,3%, in rialzo di +45pp rispetto al trend della settimana precedente.”

Ipsos

Anche Ipsos, società di ricerche di mercato, ha pubblicato uno studio con alcuni consigli ai brand per affrontare al meglio questo periodo, tenendo presente il cambio di stile di vita a cui tutti siamo obbligati:

  • Cercare di essere presenti e di investire nel rapporto con il cliente: i brand in questo periodo non dovrebbero ridurre gli investimenti pubblicitari e la propria presenza nei media a meno che non ci sia un motivo valido. È importante infatti essere presenti e diffondere contenuti di valore.
  • Essere una fonte affidabile e positiva: i brand in questo periodo devono comunicare informazioni certe ed infondere positività. Es. Lush prima del lockdown invitava le persone a passare in negozio per lavarsi le mani. Amazon è intervenuto per evitare che su alcuni prodotti ci fosse un incremento di prezzo eccessivo vista la domanda.
  • Mostrare compassione e dare conforto: i brand devono essere una spalla sulla quale poter piangere. Es. Luis Vuitton ha mandato un messaggio ai propri clienti cinesi, esortandoli a rimanere a casa e augurando a loro e alle famiglie di stare bene.
  • Suggerire alle persone modi diversi per utilizzare il proprio tempo libero e creare nuove abitudini a casa.
  • Essere virtuali: presenti il più possibile online.
  • Riconoscere le nuove norme sociali e ribadirle
  • Cercare di trovare delle alternative per superare questo periodo: i brand dovrebbero ampliare gli orizzonti di business, trovare delle alternative valide.

Come si dovrebbero comportare quindi le aziende in questo periodo? Sicuramente i brand sono chiamati a fare la loro parte e devono adeguare i messaggi e le strategie comunicative allo stato d’animo degli italiani.

A tal proposito vorremmo portare come esempio da seguire uno dei nostri clienti, Giordano Vini, che a nostro avviso è riuscito ad adeguare alla situazione le proprie offerte ed il modo di presentarle.

Il nostro case study

Innanzitutto, è stato definito un messaggio chiaro da comunicare agli utenti: “Stai a casa tranquillo, arriviamo noi! Consegna gratuita e garantita.”. È un messaggio di rassicurazione e vicinanza. Giordano Vini vuole comunicare che in questo momento difficile è vicino ai propri clienti e farà di tutto per consegnare loro, come sempre fatto in questi anni, i migliori vini e prodotti alimentari.

Definito il messaggio, si è poi deciso di comunicarlo tramite diversi strumenti.

Sito web

Blog

Facebook

In conclusione, consigliamo alle aziende di valutare la possibilità di rivedere il proprio modo di comunicare in questo periodo. I comportamenti e le abitudini degli utenti stanno cambiando in fretta. I brand devono quindi essere in grado di reinventarsi, per evitare di apparire agli occhi degli utenti come poco partecipi ed empatici.

AUTORE: Luisa Girardini – Project Manager