Ottimizzare le campagne online con il Search Query Report

31/01/2020

Il Search Query Report: How to

Contrariamente a quanto si può pensare, per ottenere risultati migliori con le campagne online non bisogna coinvolgere il numero più elevato di persone, ma si deve puntare a raggiungere quelle più in linea con le caratteristiche del proprio Brand o del proprio Prodotto. Si deve quindi puntare sulla qualità, più che sulla quantità, per fare in modo che l’annuncio venga visualizzato solamente dalle persone che potrebbero essere interessate all’acquisto.

Google Ads viene in aiuto su questo, rendendo possibile affinare il proprio pubblico di destinazione utilizzando diversi parametri: località target, interessi dell’utente, la fascia di età, il sesso e persino gli interessi dimostrati.

Oltre a questi parametri, che possono essere impostati nella fase di creazione della campagna e in seguito modificati a seconda delle performance che stanno avendo, c’è un’ulteriore possibilità con cui poter aumentare il successo delle proprie campagne: il Search Query Report.

Con questo strumento, sempre disponibile sulla piattaforma di Google Ads, è possibile ottenere esattamente tutti i termini di ricerca che hanno fatto apparire l’annuncio. A queste sono collegate tutte le informazioni più utili ai marketers: il numero di impressions e di clic, il cpc medio e se ha generato delle conversioni, oltre a numerosi altri attributi che possono essere inseriti nella fase di generazione del report.

Analizzando tutti questi fattori e intervenendo su di essi, non solo si può migliorare il proprio Quality Score, ma anche evitare che vengano generati degli annunci per ricerche non coerenti o addirittura indesiderate.

Ecco alcuni piccoli consigli su come sfruttare al meglio le opportunità che l’analisi del Search Query Report offre.

Trovare nuove parole chiave ed escludere quelle non coerenti

“Vendita online scarpe Brand X”, “Acquistare pantaloni Brand X”, “Imitazioni basso costo delle scarpe Brand X”, sono tutte ricerche contenenti il nome del brand e che, comparendo nel nostro report, significa che hanno attivato l’annuncio. Se le prime due però esprimono un’intenzione all’acquisto, la terza dimostra un interesse non desiderato. Per una maggiore ottimizzazione dunque, si potranno inserire i primi due termini di ricerca come parole chiave, andando invece a escludere il terzo.

Questo è ovviamente un esempio estremo, ma che aiuta a capire l’importanza del Search Query Report. Con una maggiore pertinenza delle parole chiave si riesce a migliorare il Click Through Rate (numero di clic ricevuti dall’annuncio, diviso per il numero di volte in cui l’annuncio viene visualizzato), che influenza positivamente anche il Quality Score e il Costo per Click, due fattori determinanti per l’efficacia di una campagna.

Analizzando il Search Query Report, è possibile rilevare dei termini di ricerca che non sono stati inclusi tra le parole chiave della propria campagna, ma che sono utilizzate dagli utenti. Le corrispondenze a frase o in generica delle parole chiave permettono di scoprire quali varianti, o quali particolari combinazioni di termini utilizzati dagli utenti stanno attivando gli annunci. Aggiungere i termini di ricerca particolarmente coerenti alla lista delle parole chiave non solo permetterà la pubblicazione dei propri annunci a un numero maggiore di potenziali clienti, ma aumenterà l’efficacia e la qualità della nostra campagna.

Allo stesso tempo, come visto nell’esempio precedente, la corrispondenza a frase e quella generica potrebbero attivare gli annunci per termini di ricerca non rilevanti. In questo caso basterà inserire questi termini nell’elenco di parole chiave negative: così facendo, se assieme alla propria parola chiave verrà digitato anche uno di questi termini indesiderati, l’annuncio non verrà pubblicato, permettendo di ridurre i clic derivati da ricerche non pertinenti e riuscendo ad avere significativi saving sul budget.

Apprendere cosa cercano gli utenti

Un’altra utilità del Search Query Report è l’analisi e identificazione, a un livello più generale, di cosa cerchi maggiormente il cliente nel prodotto. Si può scoprire quindi che il prodotto A sia quello più richiesto in assoluto, o che ne venga particolarmente apprezzata una determinata caratteristica.

Questi sono solo alcuni dei numerosi indicatori che possono emergere dal Report e di cui si dovrà tenere conto per il proprio business. Sulla base di questi trend si potrebbero modificare le strategie di vendita, investendo maggiormente su uno specifico modello, comunicandone maggiormente un aspetto specifico, o riuscendo a coordinarsi con maggiore anticipo con i reparti di logistica e scorte per evitare che eccessive richieste portino a un out of stock.

Il Search Query Report ha dunque una duplice funzione: oltre a essere usato per migliorare significativamente e continuamente le proprie campagne online, permette anche di conoscere in modo immediato e veritiero quali sono gli aspetti legati al proprio prodotto su cui è necessario focalizzarsi, come le tendenze che abbraccia l’utenza e le caratteristiche a cui viene data più importanza.

Sulla base di queste informazioni dunque, si potrà migliorare il proprio business a 360 gradi, sia online che offline.

AUTORE: Beniamino Scacco – Junior SEM Specialist

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