Le 10 best practice per migliorare la deliverability delle tue campagne di email marketing (parte 2)

24/10/2019

Nel precedente articolo del nostro blog ti avevo raccontato le prime 5 migliori tecniche per aiutarti a migliorare la deliverability delle tue DEM. Oggi desidero completare questo argomento parlandoti delle restanti 5 per migliorare il rendimento della tua strategia di email marketing. Mi raccomando, sono importanti quanto quelle già spiegate in precedenza!

6. Pulisci la tua lista per gestire gli utenti non interessati 

Se gli utenti della tua mailing list non interagiscono con le tue DEM per un lungo periodo di tempo la tua reputazione ne risentirà e di conseguenza gli open rate peggioreranno. Non solo, se invii le tue email a indirizzi non più attivi o inesistenti il bounce rate delle tue email aumenterà in maniera preoccupante. Tutto questo ha un impatto altamente negativo sulla tua deliverability. In questo senso, una buona regola per dare una spinta al ROI della tua strategia di email marketing è ripulire periodicamente la tua lista dai contatti che non hanno interagito con il tuo messaggio per più volte di fila cercando di rivolgerti a loro in modo appropriato: ad esempio, puoi creare una lista apposita e inviare ai destinatari che non hanno aperto le tue email per più di un anno una campagna ad hoc di re-engagement ogni 3 o 6 mesi, personalizzata in modo opportuno di volta in volta. In questo modo individuare le persone che non sono interessate alle tue comunicazioni sarà immediato. Successivamente, potrai valutare se inserire gli utenti inattivi troppo a lungo in una Suppression List dedicata al fine di non inviare loro le tue campagne in futuro. 

7. Evita le Spam Traps

Tra le insidie di cui i provider di blacklist e gli ISP si avvalgono per individuare coloro che non gestiscono le proprie mailing list in modo appropriato ci sono le Trappole Spam, ovvero indirizzi email apparentemente innocui che possono minare la tua deliverability, la reputazione del tuo dominio e il tuo sender score se invii loro inavvertitamente le tue email. Infatti, se si cade in una spam trap si viene automaticamente inseriti in una blacklist da cui è molto difficile disiscriversi. Gli algoritmi di Gmail bloccano circa 10 milioni di spam ed email dannose al minuto e tra queste potrebbe esserci la tua! Di norma gli indirizzi email utilizzate per le spam traps compaiono all’interno di liste acquistate: infatti, si pensa che acquistare una mailing list sia la via più veloce per allargare il proprio database di utenti, ma in realtà spam traps, indirizzi non validi e non verificati si annidano all’interno e sono quindi da evitare. Le Trappole Spam possono anche essere indirizzi email rimasti inattivi per più di 18 mesi in una qualsiasi lista – un motivo in più per ripulire periodicamente le tue mailing list! Prima di inviare la tua nuova campagna di email marketing è bene assicurarsi di non avere problemi di blacklisting – e quindi di deliverability. Puoi avvalerti di uno dei tool presenti sul mercato per verificare il tuo spam rate e per controllare che le tue email non siano entrate nel mirino dei database principali di spam blacklist, come ad esempio Spamhaus

8. Usa keyword antispam nell’oggetto delle tue email

I filtri spam di IPS e blacklisters valiano gli oggetti di tutte le email in cerca di termini considerati “spammabili” per poi annoverare la tua campagna email nella cartella Spam. Una tattica per ottimizzare l’oggetto della tua email è evitare l’uso di parole a rischio spam che possono danneggiare la tua deliverability. Nel mercato dell’e-commerce, ad esempio, è consigliabile evitare questi termini:

  • Gratis / Omaggio / Regalo / Prestito / Offerta / Promozione
  • Compra ora /Acquista ora / Ordina adesso
  • Ordine spedito da / Spedizione
  • Tempo limitato / Offerta esclusiva / Offerta irripetibile

Inoltre, è bene evitare l’uso di lettere maiuscole, punti esclamativi, simboli e un numero eccessivo di numeri. Consigliamo anche di evitare il colore rosso, poiché è spesso usato dagli spammers e potrebbe richiamare l’attenzione dei filtri antispam.

9. Includi un link di disiscrizione e il permission reminder sulle tue DEM

Più del 40% degli utenti segnalano le email ricevute come spam quando il processo di disiscrizione é complicato con implicazioni spiacevoli sulla deliverability. Di conseguenza, è sempre utile includere sulle tue DEM un link di disiscrizione ben visibile agli utenti – consigliamo di evitare un font con dimensioni troppo ridotte – accompagnato da un permission reminder che ricordi agli utenti il motivo dell’invio delle tue email. Inoltre, gli utenti apprezzano di buon grado la possibilità di avere maggiore controllo sulla ricezione delle tue comunicazioni, con un conseguente impatto positivo sui tuoi livelli di engagement: ad esempio, puoi aggiungere nel footer della tua email un link per permettere agli utenti di modificare i propri dati personali, tra cui l’indirizzo email a cui inviare le tue email e la possibilità di scegliere il giorno preferito per riceverle. A tal proposito, ricorda che inviare le tue DEM con troppa frequenza potrebbe frustrare gli utenti e indurli a disiscriversi dalle tue email. Secondo Campaign Monitor, che ha condotto uno studio analizzando un miliardo di campagne inviate nel 2018, il giorno ideale per inviare email e che registra i tassi di apertura più elevati è il giovedì, contrapposto alla domenica che è risultato il giorno peggiore. In linea generale, in base alla nostra esperienza, consigliamo di non inviare più di 8 email al mese.

10. Bilancia la quantità di testo e immagini

Una tecnica efficace per migliorare la tua deliverability e non venire classificato come spammer consiste nello stabilire la giusta proporzione tra le parti testuali e grafiche delle tue DEM: è bene tenere a mente che le email caratterizzate da un numero elevato di immagini e poco testo sono spesso a rischio di spam. Inoltre, creare un equilibrio tra immagini coinvolgenti in linea con il messaggio che vuoi veicolare e testi che comunichino il contenuto del tuo messaggio in modo adeguato è una strategia di contenuto che ti permette di aggiungere valore alle tue email. Infatti, se le tue email contengono poco testo e sono caratterizzate da contenuti poco rilevanti i destinatari della tua campagna non ne saranno entusiasti e molto probabilmente smetteranno di interagire con le successive. Inoltre, ricorda di inserire sempre l’attributo Alt Tag nelle tue immagini: nel caso in cui non fossero visualizzate – molti dispositivi ed email client non sono configurati con la visualizzazione automatica delle immagini – gli utenti potranno coglierne comunque il contenuto. Infine, controlla sempre il numero e il tipo di link nelle tue campagne prima di inviarle, per evitare che contengano collegamenti a siti infetti con la conseguenza di venire segnalati come spam.

Ora che hai appreso a livello teorico le best practice per valorizzare il tuo investimento nell’email marketing sei pronto per pianificare la tua prossima campagna in modo adeguato: grazie a queste raccomandazioni la deliverability delle tue DEM non potrà che migliorare!

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AUTORE: Monica Ferrari – Performance Specialist