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Google modifica la Search Experience per le ricerche da mobile


Big G modifica l’aspetto della SERP mobile modificando la tradizionale paginazione.

 

A partire dalla prima metà di aprile Google ha iniziato a testare l’infinite scrolling sui risultati nelle SERP del suo motore di ricerca. Chi effettua una ricerca da un dispositivo mobile potrebbe già rientrare nel campione che Google ha selezionato per testare questa funzionalità, non ancora ufficialmente confermata.

L’infinite scroll prevede l’eliminazione della paginazione dei risultati. L’utente che naviga da mobile non vedrà più i tradizionali numeri di pagina, ma per visualizzare i siti che si posizionano oltre la 10 posizione dovrà cliccare sul tasto “Altri risultati”.

 

Nei fatti la paginazione permane a livello strutturale, ma cambia nell’aspetto per migliorare l’esperienza dell’utente. A ogni click vengono caricati in coda dieci nuovi risultati, che corrispondono a una nuova modalità di presentazione della pagina successiva di Google. Non è più necessario cliccare sul numero della pagina che si intende visitare e attendere il caricamento della nuova pagina: selezionando “Altri risultati” e scrollando verso il basso con il cursore, la ricerca continua in maniera naturale.

Google effettua continui test per il lancio di nuovi prodotti o per migliorare quelli esistenti. Solo nel 2017 ha infatti modificato più volte la SERP, specialmente quella mobile, inserendo svariati formati di carousel, tra i più impattanti sicuramente quello delle AMP, Accelerated Mobile Pages. Gli esperimenti che prevedono un cambiamento di interfaccia sono all’ordine del giorno. Nel caso dell’infinite scroll il primo collaudo sembra risalire al 2011, anche se non è poi seguito un decisivo cambiamento in questa direzione. Nonostante quindi non si possa parlare di novità quando si parla di infinite scroll su Google, il cambiamento della fruizione dei risultati in tale senso potrebbe comunque trasformare in maniera determinante il mercato sia dal punto di vista di chi naviga sia da quello dei domini che ospitano i contenuti posizionati sul motore di ricerca.

 

Miglioramento della navigazione dell’utente

L’applicazione definitiva dell’infinite scroll potrebbe rappresentare un’importante svolta per la navigazione dell’utente, perché definirebbe un cambiamento dell’uso quotidiano di Google come strumento di ricerca. Il vantaggio principale sarebbe legato al miglioramento dell’esperienza di fruizione di chi naviga con una conseguente trasformazione positiva anche sotto altri punti di vista.

L’utente avrebbe accesso a numerosi contenuti che con molte probabilità non sarebbe arrivato a consultare. Secondo una ricerca sul Click-Through Rate (CTR) in relazione alle SERP effettuata da Internet Marketing Ninjas nel 2017 su 20.000 parole chiave, il primo risultato organico di ricerca ottiene oltre il 21% dei click e in generale i primi dieci risultati acquisiscono circa il 58% dei click totali per quella keyword. Man mano che ci si allontana dai primi risultati della SERP, il numero di utenti che clicca sulle URL proposte da Google diminuisce: nella seconda pagina il valore del CTR varia dall’1.05% all’1.80%. Attivando l’infinite scroll Google renderebbe più facilmente accessibili tutti i risultati della seconda pagina, aumentano il CTR e ridistribuendo in maniera significativa la totalità dei click associati alla ricerca di una particolare keyword.

Un altro aspetto positivo riguarda la velocità di navigazione, che aumenterebbe considerevolmente. Rendendo il caricamento dei nuovi risultati più fluido e continuo, la ricerca potrebbe divenire più rapida per l’utente e dunque offrirgli un’esperienza di qualità.

Ne consegue che, oltre a poter visionare dei contenuti aggiuntivi rispetto a quelli che è solito valutare come rilevanti, l’utente potrà mantenere un migliore livello di attenzione. Grazie al caricamento ininterrotto dei risultati infatti è possibile fruire in maniera rapida e continua di un numero pressoché illimitato di risultati.

 

Possibili scenari e interrogativi

Qualora Google decidesse di ufficializzare l’infinite scroll e rilasciare la nuova interfaccia, potrebbero venirsi a creare nuove dinamiche e cambiare equilibri consolidati. Anche se i punti a favore della concretizzazione dell’infinite scroll su Google sembrano essere numerosi, sono altrettanti i quesiti ad essa correlati.

1) Come verranno gestiti gli annunci AdWords senza la paginazione dei risultati su Google? In che modo cambieranno i parametri per definire il ranking di un annuncio? Con molta probabilità i risultati e gli annunci saranno sempre più simili tra loro e si combineranno in maniera omogenea nell’infinito elenco di URL che Google offrirà agli utenti per ogni keyword ricercata.

2) Si è detto che l’infinite scroll velocizzerà la ricerca scorrendo i risultati verso il basso, ma quanto tempo in più impiegherà l’utente per tornare alla box di ricerca? Dovrà sicuramente essere prevista una funzione che permetta all’utente di tornare “in cima” alla pagina. Una soluzione alternativa potrebbe essere rendere la barra di ricerca sticky in modo che possa venire effettuata una nuova query in qualsiasi momento.

3) Un’altra importante questione, collegata al punto precedente è quella relativa alla search experience. In questa nuova modalità di presentazione dei risultati i riferimenti spaziali vengono a mancare, dunque l’infinite scrolling porta con sé il rischio di confondere gli utenti che effettuano ricerche profonde. Come può l’utente sapere in quale punto della ricerca si trova? La dispersione dei risultati e la perdita di punti di riferimento potrebbero rendere necessario l’utilizzo di specifici filtri di ricerca o l’applicazione di etichette per poter ritrovare in un secondo momento con maggiore facilità i contenuti interessanti. In quest’ottica i rich snippet hanno buone probabilità di diventare un’arma ancor più utile ed efficace, perché risulterebbero maggiormente evidenti tra gli altri risultati grazie alle informazioni qualitative e quantitative che forniscono in anteprima su ciò che presentano le URL che li ospitano.

4) L’ultima domanda che sorge spontanea è connessa a un modo di dire particolarmente famoso nel mondo digital, secondo cui “il luogo più sicuro in cui nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google”. Fino ad oggi i consulenti SEO avevano l’obiettivo quasi categorico di posizionarsi tra i primi 10 risultati di ricerca per poter ottenere un numero di clic da organico accettabile, con un eventuale passaggio a una fruizione dei risultati dinamica sarà ancora così? Diventerà più importante l’aspetto nella ricerca rispetto al posizionamento?

Non possiamo sapere quale sarà la direzione che sceglierà di seguire Google quindi per ora non ci resta che seguire con attenzione gli sviluppi e continuare a testare, testare e testare.