Google Analytics e Shopify: Modificare gli eventi “Added Product” con un customTask

06/05/2021

L’ecommerce cloud Shopify non fornisce un’integrazione nativa di Google Tag Manager completa di dataLayer utile al tracciamento di azioni enhanced ecommerce di Google Analytics, ma integra Google Analytics con la libreria analytics.js direttamente nella pagina.

Esistono delle app come Elevar GTM Suite che, dato l’id del container, installano automaticamente GTM e il suo dataLayer per l’enhanced ecommerce di Google Analytics nelle varie fasi di acquisto, ma se non si dispone della versione plus di Shopify, GTM non viene installato nel checkout, quindi in questo caso le app non forniscono una soluzione di centralizzazione dei tag in GTM completa.

Avendo a che fare con delle istanze di Shopify di questo tipo, ho capito che dovrò utilizzare la vecchia istruzione ga, quindi ho iniziato a sviluppare qualche soluzione. In questo articolo vedremo come risolvere quello che per molti potrebbe essere considerato un problema dell’integrazione nativa Shopify di Google Analytics: la gestione degli eventi legati all’aggiunta al carrello.

 

Come procedere:

Questi eventi (che hanno event action “Added Product”) sono utilizzati per inviare le informazioni di enhanced ecommerce relative all’azione add (add to cart, appunto) e sono configurati come eventi da non interazione.

Quest’ultima impostazione fa sì che se un utente atterra su una pagina prodotto, aggiunge un prodotto al carrello ed esce dal sito, questo viene contato come un rimbalzo. Se per noi l’aggiunta del prodotto al carrello è un’azione che aumenta la qualità di una sessione, allora deve essere considerata per il calcolo del bounce rate, quindi ci serve uno strumento per cambiare il flag nonInteraction da true a false. Quello che ci offre la libreria analytics.js si chiama customTask.

In questo articolo non voglio spiegare nel dettaglio cosa sono i task e i costumTask in analytics.js, per questo rimando alla documentazione ufficiale e all’ottima guida di Simo Hava.

Quello che ci basta sapere è che si tratta di un metodo per cambiare al volo le informazioni che vengono inviate dal sito a Google Analytics ed è lo strumento che fa per noi perché anche se avessimo la possibilità di accedere al codice nativo di Shopify che gestisce l’aggiunta al carrello, modificare le istruzioni di analytics.js direttamente da lì potrebbe essere fonte di errori, quindi preferisco gestire questa personalizzazione in un punto che venga toccato il meno possibile.

Apriamo quindi il pannello di amministrazione del nostro shop e accediamo al menu Negozio Online->Preferenze->Google Analytics e andiamo ad attivare l’opzione che ci permette di aggiungere javascript aggiuntivo a Google Analytics. In questo spazio possiamo inserire delle istruzioni javascript che verranno eseguite dopo quella di inizializzazione della libreria di Google Analytics, noi inseriremo il seguente codice:

Quello che stiamo facendo è mettere una specie di vigile alla porta di uscita del sito e a questo vigile stiamo dicendo di fermare gli eventi di aggiunta al carrello per forzare il flag nonInteraction a false prima di uscire per andare verso Google Analytics. Il risultato non è immediatamente visibile con strumenti di debug come l’estensione per Google Chrome GADebug, ma se guardiamo meglio la hit che viene inviata al server di Google Analytics vediamo che il parametro ni del measurement protocol è uguale a zero.

Quindi abbiamo trasformato il nostro evento da non iterazione in un evento che verrà preso in considerazione per il calcolo della frequenza di rimbalzo.

Il risultato nelle statistiche dovrebbe essere un calo di questa metrica per le sessioni che iniziano da una pagina prodotto (o tutte le sessioni che iniziano da una pagina in cui è possibile fare un’aggiunta al carrello). Il calo potrebbe essere lieve (di solito chi aggiunge un prodotto al carrello lo fa per acquistarlo).

Non so se questo è un problema per chi legge, ma per me un utente che aggiunge un prodotto al carrello non deve essere considerato come un utente che non sta facendo niente.

 

Paolo Mantovan – tracking specialist di Webperformance

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