Google Ads: Rimozione della metrica relativa alla posizione media

01/10/2019

A partire dalla settimana del 30 settembre Google Ads è pronta a rimuovere la metrica relativa alla posizione media, statistica che indica il ranking di un annuncio rispetto a quello degli altri inserzionisti. Più semplicemente, la posizione media ci dice come viene classificato un annuncio rispetto ad altri e riguarda quindi l’ordine con cui appaiono gli annunci dei diversi inserzionisti.

La posizione media è una statistica di immediata comprensione che abbiamo sempre utilizzato per valutare le performance delle nostre campagne, assieme alle altre metriche usate nella reportistica e nel monitoraggio delle performance. Tuttavia risulta un indicatore parziale, in quanto riflette il posizionamento degli annunci rispetto ad altri inserzionisti. Banalmente, una posizione media con valore pari ad 1 non garantisce di essere in cima alla pagina, ma ci indica che il nostro annuncio compare prima degli altri annunci all’interno dell’asta.

Cosa cambia con la novità introdotta da Google Adwords?

Le metriche che utilizzeremo d’ora in poi per sostituire la posizione media ci indicheranno l’effettivo posizionamento di un annuncio nella SERP (nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca), non soltanto rispetto ai competitors e per questo risulteranno più complete e interpretabili.

Vediamo quindi come potremo comprendere il posizionamento dei nostri annunci a seguito dell’eliminazione della statistica relativa alla posizione media.

Sono due le metriche di Google Ads che andranno a sostituire la posizione media: il tasso impressioni superiore assoluto della rete di ricerca (% impr. sup. assoluta) e il tasso impressioni superiore della rete di ricerca (% impr. superiore). Entrambe queste metriche ci permettono di verificare se eventuali variazioni del rendimento delle nostre campagne sono attribuibili alla posizione dei nostri annunci.

In particolare, il tasso impressioni superiore assoluto della rete di ricerca indica, in percentuale, quante impression sul totale delle impression pubblicate, si sono posizionate sopra i risultati di ricerca organici, come primo annuncio.

Il tasso impressioni superiore della rete di ricerca, invece, indica, in percentuale, la quota di impressioni pubblicate sopra ai risultati organici, in qualsiasi posizione.

risultati di ricerca su Google

Le nuove metriche ci consentono quindi di avere una visione più chiara per poter ottimizzare le campagne cercando di migliorare la posizione dei nostri annunci, in termini di posizionamento nella SERP.

Ad integrazione di queste metriche, esistono anche altre metriche relative alla posizione degli annunci. Tra queste troviamo la quota impressioni superiore assoluta sulla rete di ricerca e la quota impressioni superiore sulla rete di ricerca.

La quota impressioni superiore assoluta sulla rete di ricerca viene calcolata come rapporto tra le impression ricevute nella parte superiore assoluta (ovvero, come primo annuncio, al di sopra dei risultati organici) e impression idonee per stare nella parte superiore. Questa metrica ci dice quindi la percentuale di impression ottenute nella parte di pagina Absolute Top rispetto a quelle che potenzialmente avrebbero potuto starci.

La quota impressioni superiore sulla rete di ricerca è data invece dal rapporto tra le impression ricevute in qualsiasi posizione sopra ai risultati di ricerca organici (nella posizione superiore) rispetto alle impression potenzialmente idonee per parte superiore. L’unica differenza rispetto alla metrica precedente, quindi, è che riguarda l’area Top e non Absolute Top.

Ragionando su queste metriche, sul tasso impressioni superiore assoluto della rete di ricerca e sul tasso impressioni superiore della rete di ricerca, possiamo aggiustare le nostre offerte in maniera più efficace, in modo da far raggiungere al nostro annuncio la prima posizione, rispetto ai competitors e sopra ai risultati organici, il che, come sappiamo, è fondamentale per avere visibilità. L’analisi e il costante monitoraggio di queste statistiche ci permette di conoscere il cpc che ci occorre per essere competitivi.

AUTORE: Elisa Tonini – Paid Media Specialist

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