Chi è John Smith e perché non vuole comprare sul tuo sito?

10/07/2020

Se hai notato un numero maggiore di carrelli abbandonati il responsabile potrebbe essere proprio il tenebroso J.S.

John Smith ha da poco iniziato a navigare fra migliaia di siti e-commerce ma proprio non riesce a decidere cosa comprare. Continua compulsivamente ad aggiungere prodotti al carrello, inizia il processo d’acquisto, ma non finalizza mai l’ordine. Questo suo comportamento ha da subito allertato gli analisti digitali che hanno iniziato a domandarsi se fosse l’azione di qualche competitor o l’inizio di qualche specie di attacco informatico.

Raccogliendo informazioni tra diversi siti web, dai casalinghi al design, si è riusciti ad avere un identikit abbastanza preciso di chi sia Mr. John Smith: utilizza sempre indirizzi Gmail come [email protected] o [email protected], è residente in California, più precisamente a Mountain View e altro non è che un crawler di Google.

Una dichiarazione ufficiale del team di Big G ha fatto ulteriore chiarezza su questo comporamento.

“We use automated systems to ensure consumers are getting accurate pricing information from our merchants. This sometimes leads to merchants seeing abandoned carts as a result of our system testing whether the price displayed matches the price at checkout.”

“Utilizziamo sistemi automatici per assicurarci che gli utenti ricevano corrette informazioni relativamente ai prezzi quando acquistano dai nostri merchants. Questo può essere a volte la causa di carrelli abbandonati come risultato dei controlli del sistema per verificare che il prezzo non cambi durante il check out”.

La scansione del proprio sito da parte dei bot di Google, Amazon e molti altri è una prassi abbastanza comune, ma John è diverso da tutti gli altri. Proprio per questo è importante conoscerlo e non farsi trarre in inganno da possibili dati “drogati”.

Questo comportamento è legato a un’iniziativa di cui abbiamo parlato qualche tempo fa sul nostro blog, la scelta di Google di dare visibilità ai prodotti nella sezione shopping non solo agli inserzionisti.

Possiamo fermare John?

Certamente è possibile bloccare qualsiasi attività di Mr. Smith, ma non è consigliabile se si vuole apparire su Google Shopping: nei termini di servizio sul Google Merchant Center è infatti previsto questo tipo di comportamento. Quello che invece sarebbe raccomandabile fare è quello di limitare la velocità di scansione del bot attraverso il file robots.txt in modo tale da ridurne l’impatto sui dati analitici del sito.

Se avete notato nelle ultime settimane metriche relative al check out non in linea con il vostro storico la causa potrebbe essere stata proprio un attacco di shopping compulsivo (con ripensamento finale) di John.

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AUTORE: Carlo Carradori – Head of SEO & Innovation Manager 

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