Chi è BERT, e perché non devi assolutamente preoccuparti

12/11/2019

Nelle ultime settimane, l’hype attorno al nuovo aggiornamento di algoritmo di BigG è salito alle stelle. Annunciando infatti questo aggiornamento come “the biggest change of the last five years” e “one that will impact one in ten searches”, Google ha sicuramente scosso tutto l’ambiente della SEO.

BERT non è altro che un modello di Natural Language Processing (NLP) che aiuta Google a comprendere meglio il linguaggio naturale in modo da fornire ai suoi utenti risultati più rilevanti.

Certo la notizia che Google possa “comprendere il contesto” è sicuramente affascinante ma siamo ancora molto lontani da una vera e propria rivoluzione della ricerca.

BERT cambia tutto?

Leggendo diversi annunci, articoli e proclami sembrerebbe di trovarsi davanti a un vero e proprio cambiamento dei paradigmi della SEO ma sicuramente questo aggiornamento non è un fulmine a ciel sereno.

L’analisi e il tentativo di comprensione del linguaggio naturale sono elementi che da sempre mettono alla prova programmatori e ricercatori ed è proprio in questa direzione che si muove BERT.

Tornando alla realtà vediamo come questo aggiornamento di algoritmo dovrà essere affrontato. Innanzitutto, è bene sottolineare come BERT sarà attivo solo negli USA e solo per ricerche in lingua inglese, tutto il mercato Europeo per ora non sarà quindi toccato, se non marginalmente dall’aggiornamento.

Certo BERT arriverà anche in Europa, prima, e in Italia poi. Cosa dobbiamo fare allora per prepararci?

Assolutamente nulla!

O meglio, dobbiamo continuare a fare quello che già facciamo (o dovremmo fare) da anni, lavorare sulla qualità dei contenuti che pubblichiamo sui nostri siti cercando di dare ai nostri utenti tutte le informazioni che potrebbero ricercare.

I nostri sforzi di ottimizzazione dovranno essere quindi rivolti alla comprensione degli intenti di ricerca degli utenti e alla creazione di contenuti che soddisfino queste esigenze. La grande differenza sarà poi come Google somministrerà queste risposte agli utenti. Senza scomodare la ricerca vocale basta pensare alla quantità di “Featured Snippet” che troviamo quotidianamente in SERP. Sempre più spesso le domande avranno una risposta semplice e concisa disponibile già nella schermata dei risultati di ricerca.

Questi cambiamenti andranno sicuramente considerati nell’ottica del traffico organico dei nostri siti che calerà a livello quantitativo ma potrebbe guadagnare molto a livello qualitativo. Saranno infatti solamente gli utenti che vorranno approfondire un primo contenuto che siamo stati in grado di posizionare ad atterrare sulle nostre pagine.

Le parole d’ordine rimangono quindi sempre le stesse: qualità, pertinenza e accuratezza dei contenuti.

Se siete curiosi di approfondire il funzionamento di BERT e vedere degli esempi concreti di come potrebbe influenzare le SERP sul blog ufficiale di Google potete trovare l’annuncio dell’aggiornamento e tutte le informazioni correlate.

Per capire invece come sviluppare una strategia di contenuti che rispetti tutte le best practice di Google non esitare a contattarci.

AUTORE: Carlo Carradori – Head of SEO & Innovation Manager 

Tags