Chatbot 11 – Email 0

22/10/2019

Gli 11 punti che segnano la vittoria del Messenger Marketing sul Direct Email Marketing

Seconda “puntata” della nostra nuova “Serie Chatbot”. Nel primo post su questo argomento vi ho parlato di che cos’è un chatbot e come funziona, di quali possono essere gli utilizzi di questo strumento per perseguire i propri obiettivi di marketing, ma soprattutto di perché funziona così bene.

Abbiamo anche visto brevemente un confronto tra email e chatbot, da cui quest’ultimo canale risulta vincente, con un Open Rate dell’80% contro il 20% delle email. Oggi approfondiamo questa comparazione in modo più approfondito.

Iniziamo con questo grafico di Chatbots Life, che ci conferma la grande differenza circa il tasso di apertura: su 10.000 utenti, solo 625 hanno aperto l’email mentre ben 7.425 hanno dato il via alla conversazione in chat.

Ma ci dice anche che riguardo al Click Through Rate c’è una differenza ancora maggiore: la percentuale è infatti solo del 5% per le email, mentre del 48% per il chatbot. Ne consegue che anche il Cost Per Lead sarà per questo canale molto inferiore rispetto all’email marketing.

Se dovessimo fare una lista dei vantaggi del chatbot sull’email, quindi, potremmo iniziarla proprio con questi dati, numerici e schiaccianti:

1. Open Rates

2. Click Through Rates

3. Cost Per Lead

Ma ci sono molti altri vantaggi che voglio farvi notare (ho provato ad annotarli tutti, ma probabilmente ce ne sono di ulteriori):

4. Ottenere iscrizioni

Per gli utenti è più facile aprire una chat che lasciare il proprio indirizzo email. Sia perché si tratta di fare solo un click su un bottone anziché digitare il proprio indirizzo di posta elettronica, sia perché l’apertura di un bot sembra “meno compromettente”.

5. Dati degli utenti

Mentre per le campagne di Direct Email Marketing è possibile raccogliere indirizzi email solo rimandando a una landing page dedicata alla lead generation, prevedendo quindi un passaggio ulteriore per gli utenti, con i bot questa raccolta risulta facile e “naturale”.

Tutte le conversazioni sono cioè un vero e proprio “scambio di informazioni”, dove l’email può essere richiesta lungo il flusso, direttamente in chat, e qualsiasi azione l’utente compia permette al bot di registrare le sue preferenze.

6. Content Marketing e Marketing Automation

Le email possono essere considerate contenuti statici, mentre i flussi chatbot sono contenuti dinamici: possono essere cioè personalizzati in base alle risposte dell’utente e alle sue preferenze.

Il bot è per questo un forte strumento di Content Marketing, perché registrando gli interessi degli utenti riesce a proporre in modo automatico i contenuti più adatti ed interessanti per loro.

7. Micro Targeting

La raccolta di preferenze degli utenti nel corso della conversazione permette di creare inoltre dei microtarget e inviare loro in seguito i messaggi giusti al momento giusto. Ad es.: solo femmine, che amano i rossetti rossi e compiono gli anni a maggio.

8. Numero di utenti raggiungibili

A livello di popolarità e utilizzo, le app di messaggistica hanno ormai superato quelle dei social media e sono destinate a crescere ancora di più: ciò significa che gli utenti che cerchiamo sono già su Messenger, pronti a ricevere i nostri messaggi di business.

9. People <3 Facebook Messenger

I chatbot attivati su Facebook Messenger ci danno la possibilità di raggiungere gli utenti sul canale che più amano e dove preferiscono stare: la chat. Ciò li rende più ricettivi e propensi all’”ascolto”. Inoltre, la chat è anche e soprattutto uno strumento per conversare.

10. Più Engagement

Se da un lato la comunicazione via chat è per l’utente qualcosa che già conosce e con cui ha confidenza, dall’altro è invece ancora infrequente essere contattati via Facebook Messenger da un brand.

Alla curiosità di andare ad aprire il messaggio di un’azienda in chat, si aggiunge il coinvolgimento dato da una comunicazione che è personale, a tu per tu, con gli stessi codici utilizzati tra amici: emoticon, gif, video, che rendono il flusso vivace e coinvolgente.

11. Non Comunicazione, ma Conversazione

Il chatbot permette di trasformare la comunicazione di un brand da unidirezionale a una “conversazione a due”, dove l’utente viene costantemente invitato allo scambio attraverso un flusso guidato con domande a risposta chiusa e multipla. In questo modo, l’utente si sente non solo coinvolto e considerato, ma anche divertito dall’interazione attiva.

Questi ultimi due punti sono i più stimolanti per quanto riguarda il nostro lavoro sui progetti chatbot dei clienti, perché necessitano un diverso esercizio di strategia marketing e comunicazione.

Se da una parte, infatti, è vero che la chat è un canale molto “spontaneo” che richiede flussi di conversazione con tono di voce amichevole e ricco di emoji, in realtà il lavoro che sta dietro a un risultato apparentemente “semplice” è molto delicato e si basa sulla ricerca di una “autorevolezza amichevole”. Ma di questo vi parlerò in uno dei prossimi post.

AUTORE: Gessica Malagò – Creative Digital Strategist

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