7 miti sulla Link Building

08/10/2019

Quali sono le false credenze ancora non sfatate nel 2019?

L’acquisizione di link è sicuramente una delle attività maggiormente ricercate anche nel 2019. Nonostante quest’attività sia ormai consolidata ci sono ancora moltissime false convinzioni sulle quali è necessario fare chiarezza.

Il mondo della SEO è in costante aggiornamento e ad ogni update di algoritmo sembra che si debbano rivoluzionare interamente le modalità di ottimizzazione e posizionamento dei portali. Google spesso butta benzina sul fuoco alimentando dubbi e perplessità su quale attività sia maggiormente utile perseguire per scalare le SERP.

Nella costante confusione una cosa è certa, nel 2019 e sicuramente anche nel 2020, portare avanti una corretta strategia di Link Building è cruciale per aumentare la propria visibilità. Bisogna però stare estremamente attenti ad evitare di incappare in false credenze che possono generare aspettative non corrette e scoraggiare ulteriori attività.

1. Contenuti di qualità generano backlink

Siamo tutti d’accordo che la qualità dei propri contenuti sia centrale per qualsiasi strategia, ma questi contenuti da soli non sono sufficienti. L’affermazione sicuramente può essere valida per i brand/siti maggiormente conosciuti, ma non per tutte quelle realtà che cercano di aumentare la propria visibilità. Proprio in questo contesto la link building diventa fondamentale.

2. Non hai bisogno di link per posizionarti

Chiunque abbia mai lavorato su un progetto SEO sa quanto sia sbagliato pensare una cosa simile. Lungi da noi affermare che i backlink siano l’unico fattore di posizionamento ma costruire un profilo di backlink autorevoli e in target è un requisito indispensabile per posizionarsi su Google.

3. Bisogna acquisire link solamente su domini ad alta authority

L’autorità di un dominio non è l’unica metrica che deve interessare nella scelta dei portali da targettizzare per la pianificazione di un’attività di link building. Spesso infatti domini con un’autorità (DA) non elevata possono portare risultati migliori. Oltre all’authority è cruciale considerare la rilevanza dei siti target. Un link che manda segnali di trust per il mercato di riferimento ha sicuramente maggior impatto di link provenienti da domini “importanti” meno rilevanti per il progetto.

4. Tutti i link devono puntare a pagine di conversione

Dato il costo elevato dell’attività di link building si pensa spesso che i collegamenti debbano puntare a pagine sulle quali è possibile convertire. Questa strategia non solo non è conveniente ma potrebbe anche essere dannosa. In primis perché richiedere link verso pagine di conversione potrebbe essere

vista come una pratica aggressiva da parte degli editori e in secondo luogo perché queste pagine, nella maggior parte dei casi, non offrono contenuti qualitativamente rilevanti e quindi non “utili” per gli utenti.

5. Gli unici vantaggi del link building sono algoritmici

Certamente, come abbiamo detto fino ad ora, i link sono fondamentali per scalare il posizionamento su Google, ma non è l’unica ragione per la quale ricercare backlink.

Un buon profilo di backlink permette di aumentare la visibilità del brand, se un utente alla ricerca del tuo brand si imbatte in contenuti su altri domini la sua percezione sarà sicuramente rafforzata. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello relazionale, data la sua natura la link building permetterà di iniziare la conversazione con molti potenziali “influencer” del proprio settore con i quali pianificare attività future.

6. Bisogna utilizzare solo anchor text esatti

Come in molte false credenze anche in questo ci sono dei fondamenti di verità. Fino a qualche anno fa, con algoritmi meno sofisticati, utilizzare le keyword esatte per le quali si voleva cercare il posizionamento era la strada da seguire. I tempi sono però cambiati e per questo motivo la varietà degli anchor text è fondamentale per ottenere un profilo di backlink il più naturale possibile. Non stiamo dicendo che le ancore non debbano essere ottimizzate, ma che la strategia migliore è quella di avere una distribuzione di anchor text più ampia di solo poche varianti.

7. Servono abilità tecniche per pianificare attività di link building

Molte persone che non sono familiari con la link building pensano che richieda abilità di coding o sviluppo. Mentre possedere queste abilità non danneggia la pianificazione dell’attività sicuramente non sono requisiti necessari. La link building richiede principalmente creatività, abilità comunicative e capacità strategiche per individuare trends sui quali costruire i contenuti.

Conclusioni

Premesso che la link building non è sicuramente ingegneria aereospaziale, c’è sicuramente molta confusione dovuta al fatto che gli standard di Google cambiano molto velocemente e che le vecchie abitudini sono difficili da superare.

Per questo motivo per massimizzare l’efficacia delle proprie campagne di link building è consigliabile affidarsi a professionisti che sappiano come muoversi.

AUTORE: Carlo Carradori – Head of SEO & Innovation Manager 

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